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Riforma del Terzo Settore

Il CNEC ha partecipato il 5 giugno, unitamente ad altre associazioni, all'audizione avanti la Commissione Affari Sociali della Camera dei Deputati che sta esaminando gli schemi dei decreti legislativi attuativi della legge delega n. 106/2016 sul terzo settore. In tale occasione sono intervenuti in rappresentanza del CNEC Suor Sabrina Pollini e l'Avv. Alessandro Piccioli i quali hanno illustrato alla Commissione parlamentare alcune osservazioni e proposte di modifica, che sono state acquisite agli atti della Commissione,  relative allo schema di Codice del Terzo settore predisposte con l'ausilio di diversi consulenti del CNEC, riguardanti in particolare criticità applicative  nei confronti degli enti ecclesiastici civilmente riconosciuti.


L'articolo 4, comma 1, dello schema del "Codice del Terzo Settore" riporta testualmente:
"1. Sono enti del Terzo Settore le organizzazioni di volontariato, le associazioni di promozione sociale, gli enti filantropici, le imprese sociali, incluse le cooperative sociali, le reti associative, le società di mutuo soccorso, ed ogni altro ente costituito in forma di associazione, riconosciuta o non riconosciuta, o di fondazione per il perseguimento, senza scopo di lucro, di finalità civiche, solidaristiche e di utilità sociale mediante lo svolgimento di una o più attività di interesse generale in forma volontaria ed i erogazione gratuita di denaro, beni o servizi, di mutualità o di produzione di beni e servizi, ed iscritto nel registro unico nazionale del Terzo settore".


Gli enti ecclesiastici sono menzionati nel terzo comma del suddetto articolo 4, che riporta testualmente:
"3. Agli enti ecclesiastici civilmente riconosciuti e agli enti delle confessioni religiose che hanno stipulato patti, accordi o intese con lo Stato, le norme del presente decreto si applicano limitatamente allo svolgimento delle attività di cui all'articolo 5, a condizione che per tali attività adottino un regolamento, in forma di atto pubblico o scrittura privata autenticata, che, ove non diversamente previsto ed in ogni caso nel rispetto della struttura e della finalità di tali enti come stabiliti nei suddetti patti, accordi o intese, recepisca le norme del presente Codice e siano iscritti nel Registro unico nazionale del Terzo settore. Per lo svolgimento di tali attività deve essere costituito un patrimonio destinato e devono essere tenute separatamente le scritture contabili di cui all'articolo 13".


Nella sezione riservata ai soci sono disponibili le osservazioni e le proposte del CNEC consegnate alla Commissione parlamentare (clicca qui).


 
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